Retrofuturismo è il futuro come lo si immaginava negli anni ’50 e ’60: edifici a forma di razzo, monorotaie che scivolano sopra città assolate, curve a boomerang, stelle atomiche e una palette di arancio caldo, crema e verde acqua. Tutto è ottimista, aerodinamico e stampato come un vecchio manifesto di viaggio.
Scrivi un soggetto e lo stile lo spedisce in quel domani luminoso: una famiglia che sale su una nave spaziale, una donna con il casco a bolla sulla Luna, un uomo che legge il giornale in un’auto volante, un robot che porta a spasso il cane, un faro che in segreto è una torre di lancio. È giocoso, ma la composizione grafica lo fa sembrare progettato, non sciocco.
Usalo per poster, identità di eventi, copertine di podcast, campagne tech e di viaggio e per qualsiasi idea che meriti un po’ di meraviglia. La palette decisa fa sembrare una serie di immagini un set coordinato.
Accetta le immagini caricate: lo stile le ridisegna come illustrazione retrofuturista mantenendo composizione, posa e abiti. Per questa composizione consigliamo il formato 2:3. Per un futuro moderno e diurno prova Futuro cromato. Con la palette fissa è facile costruire un’intera campagna: poster, banner e post social fatti con lo stesso stile sembrano usciti dalla stessa tipografia.
Soggetti da incollare così come sono: «a family boarding a silver space liner at a sunny spaceport», «a woman in a bubble helmet watching Earth rise over the moon», «a robot walking a small dog past a monorail station». Ottimismo e una tecnologia immaginaria: questa è tutta la ricetta.
Finiture che si abbinano: Grana della pellicola gli dà la texture di un vecchio manifesto stampato, Ora dorata scalda la palette verso il tramonto. Bianco e nero si può usare, ma perde i colori che lo caratterizzano.